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Una notte black and white...


Perché il dolore si affronta e il male si combatte... e si inizia guardandolo in faccia e chiamandolo per nome: tumore.

Dicono sia il male del secolo, la nuova peste. Ognuno di noi l’ha conosciuto. Ognuno si è trovato a combatterlo vicino ad un familiare, o ad un amico. Qualcuno in prima persona.

Ecco perché parlare di un reparto di ospedale pediatrico oncologico tocca il cuore di ognuno di noi.

Perché se affrontare i tumori fa paura, immaginare il corpo di un bambino che deve combattere un tumore terrorizza. Perché è qualcosa di ingiusto, che fa rabbia e che non può lasciare nessuno indifferente.

Ogni anno organizziamo una cena, la vestiamo a festa, le diamo un abito elegante ed un gusto raffinato, incontriamo amici che diventano sponsor, perché decidono di supportare il nostro progetto, e nasce così Notte di Dicembre... una cena di beneficenza con lo scopo di raccogliere una somma da dare a sostegno di un’associazione o di un’ente.

Quest’anno la magia è stata un po’ più forte degli altri anni... quest’anno ogni coreografia toccava gli animi... e aveva in sè un sapore dolce amaro... bianco e nero... melanconico...

Ogni biglietto della lotteria strappato era una scommessa di vincere... ma non solo vincere un premio... anche vincere una battaglia... o aiutare qualcuno a farlo col proprio contributo, anche se piccolo...

Quest’anno ogni momento di Notte di Dicembre è stato dedicato ad uno di quei bimbi e delle loro famiglie... perché se ci si ferma a pensare, ci rendiamo conto che il male ha il potere di renderci tutti uguali di fronte ad esso: crollano le differenze sociali, razziali e culturali... siamo tutti impotenti al suo cospetto. Siamo tutti uguali e per questo è facile immedesimarsi nella storia anche di uno sconosciuto.

E così, tra un premio assegnato, una canzone, un piatto di tortellini, una risata, un brindisi e un ballo, te ne torni a casa e nella tua testa rimbombano solo le parole del medico che vive quel reparto pediatrico oncologico ogni giorno e che, con serenità e col sorriso, ti guarda e ti dice che lui insieme ad altri medici quei bambini li cura... perché dal tumore si guarisce.

E allora ti viene da crederci ancora di più nel loro progetto...

"Potete immaginare, creare e costruire il luogo più meraviglioso della terra,

ma occorreranno sempre le persone perché il sogno diventi realtà".



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